TORNA IN DIETRO clicca qui

Monsignor Gerolamo Bortignon

Premessa


Il fallimento Giuffrè che travolse l’Ordine dei Cappuccini, l’intera Provincia monastica di Foggia ma soprattutto il vescovo di Padova, monsignor Gerolamo Bortignon, è passata alla storia come la “Seconda Persecuzione” contro Padre Pio da Pietrelcina, i suoi numerosissimi fedeli ed i tanti “Gruppi di Preghiera”, di tutt’Italia. I Superiori del monaco stigmatizzato pietrelcinese, spinti dalla impellente ed improrogabile necessità nel superare indenni il pauroso fallimento finanziario, dapprima chiesero denaro a Padre Pio e successivamente – su mandato dei Superiori di Roma – il Padre Provinciale ( Padre Amedeo) gli impose “in nome dell’obbedienza”lo storno di centinaia di milioni dalle offerte che pervenivano alla Casa Sollievo della Sofferenza. Logicamente tale ordine simoniaco ottenne uno sdegnoso rifiuto da parte di Padre Pio.


Sulla stessa strada di monsignor Bortignon nella lotta contro i penitenti di Padre Pio e contro lo stesso santo monaco stigmatizzato pietrelcinese, si avventura anche il vescovo di Vittorio Veneto ( suo ex Vicario Generale a Belluno), monsignor Albino Luciani. L’allora vescovo di Vittorio Veneto, successivamente Patriarca di Venezia nonché futuro Pontefice Giovanni Paolo I° ( il “Papa sorridente”, dal brevissimo pontificato : 33 giorni appena !), il 4 Febbraio 1960 fa infatti pubblicare nel Bollettino Ecclesiastico Ufficiale della Diocesi di Vittorio Veneto una pesantissima nota personale, sotto il titolo “Deviazioni poco limpide” : “… sono quelle che tradiscono smanie esagerate del soprannaturale e dell’inconsueto. I fedeli hanno bisogno di pane sodo ( Messa, catechismo, Santi Sacramenti) che li nutra; non di cioccolatini, pasticcini e ghiottonerie che ingombrano e illudono. Tra queste ghiottonerie indigeste, il Vescovo ( ndr : monsignor Albino Luciani) segnala i pellegrinaggi a Padre Pio con corriere organizzate. Sant’uomo, il padre, ma certi suoi fedeli hanno attorno qualcosa che pare rasenti il ridicolo e la superstizione. Resta proibito ai sacerdoti di partecipare e guidare “pellegrinaggi” a San Giovanni Rotondo. Quanto ai “Gruppi di Preghiera”, il Vescovo ( ndr: monsignor Gerolamo Bortignon) non ne ha permesso l’erezione, quando chiesta; se qualche “Gruppo” esistesse in qualche parrocchia, si resti con un po’ di diffidenza; meglio se si lascia cadere e non ne sorgano di nuovi.” Un’altra importante dichiarazione testimoniale è data dalla lettera del signor Riziero Romano, residente a Belluno in via Rivizzola 21, appartenente alla parrocchia dei Santi Biagio e Stefano, documento confermato dalla figlia di quest’ultimo ( Anita Romano), dal commendator D’Ambrogio ( impiegato alla Questura), dal signor D’Incà Francesco e da Penettoni Alberto, datata 23 Febbraio 1965 … appena due settimane dopo il“misterioso” decesso di Emanuele : “… monsignor Luciani ci ha detto “ non possiamo dare nessuna chiesa per il ‘Gruppo di Preghiera’ di Padre Pio: A Belluno, per ordine del Vescovo, niente ‘Gruppi di Preghiera’!” Ci ha poi derisi perché andavamo da Padre Pio e quando gli abbiamo detto di venire a vedere prima di parlare e giudicare, Lui ci ha risposto : “A fare ché, a trovare uno qualunque? Io non spendo soldi per andare da Padre Pio. Non voglio saperne, né voglio più sapere nulla sui ‘Gruppi di Preghiera!” Qualche anno dopo, monsignor Albino Luciani farà rapidamente carriera, e lo ritroviamo infatti Vescovo di Vittorio Veneto, a capo di una Curia che si troverà coinvolta pesantemente e sino al collo, in un losco affare di usura e di varie truffe tramite l’emissione – da parte di due preti della sua Diocesi – di assegni a vuoto: la Storia si ripete, quando non si riconoscono gli errori del passato.


Roma, Padova e Foggia quindi non si rassegnano, non possono rassegnarsi, ma si coalizzano e concepiscono un nuovo piano diabolico per raggiungere i miliardi che arrivavano a Padre Pio, sotto forma di donazioni spontanee. Con l’inganno, la calunnia e il sacrilegio riescono a persuadere la Superiore Autorità Ecclesiastica ad eliminare Padre Pio, con la logica conseguenza che i suoi capitali sarebbero caduti nelle capienti mani della “famiglia cappuccina”, di cui Egli fa parte. Infatti riescono a far acquisire “in alto” la loro tesi, secondo cui “Padre Pio costituisce il più diabolico bluff nella storia della Chiesa di Roma”; Padre Pio non è che “un mago di Napoli” che ha ingannato le folle e l’opinione pubblica mondiale.


Egli non è un santo uomo di Chiesa, ma un caso psicopatologico, “un suggestionato che ha la psicosi del santo”; non il più grande apostolo del nostro tempo, ma un ribelle che semina ribellione nella Chiesa; un immorale bacato da erotismo mistico; un guasto che guasta le anime che lo avvicinano, seminando zizzania nelle famiglie, nelle diocesi, nella Chiesa; non il primo sacerdote stigmatizzato, ma un isterico autolesionista. Nasce così al vertice della Autorità Ecclesiastica dell’epoca la necessità e la ferma determinazione nell’ “eliminare il fenomeno Padre Pio”, ritenuto “il più grave pericolo per la Chiesa”.
Bisogna però doverosamente premettere che sin dal 1959 tutti i Vescovi d’Italia, compresi i precedenti e gli attuali Vescovi di Roma (cioè i Pontefici Pio XII°, Giovanni XXIII° e non ultimo Paolo VI°) incoraggiavano e benedivano l’iniziativa e la diffusione dei “Gruppi di Preghiera” , nonché il loro fondatore. Tutti tranne questi due - chi più e chi meno - con le medesime modalità e responsabilità pastorali, e appena qualche mese dopo (il 30 Luglio 1960, con la celebre e nefasta “Visita Apostolica” di monsignor Carlo Maccari a San Giovanni Rotondo) la situazione si capovolge : il primo atto per colpire Padre Pio si indirizza proprio contro i “Gruppi di Preghiera”, e naturalmente contro Padre Pio; ma la così detta “Seconda Persecuzione” si identificherà con l’atteggiamento prevalentemente e prepotentemente ostile di un solo vescovo : monsignor Gerolamo Bortignon.
Il documento dattilografato che segue è una delle tante indagini – riservata e confidenziale – compiuta da Emanuele - “ù poliziotto”- a difesa di un santo, da lui riconosciuto come tale da oltre quaranta anni : Padre Pio da Pietrelcina.

Monsignor Gerolamo Bortignon

Web Master Valerio Salvati -Website © Copyright 2010 - www.emanuelebrunatto.it- All rights reserved