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Presentazione del “Libro Bianco” - Padre Pio -


In questo ennesimo e grave atto di accusa – lanciato e fatto editare da Emanuele nel 1963 tramite la sua casa editrice A. I. D. ( acronimo abbreviato della Associazione Internazionale da lui presieduta : “Associazione Internazionale per la Difesa della persona e delle opere di Padre Pio da Pietrelcina”), sita in Rue de Roveray a Ginevra – vengono affrontati alcuni scottanti temi quali l’usura nei canali finanziari della Santa Sede ; il tentativo – organizzato miserabilmente e poi miserevolmente fallito - dello storno delle cospicue e ingenti donazioni fatte dai tantissimi fedeli del Padre, affinché si avverasse quel grande “miracolo” terreno conosciuto come la “Casa Sollievo della Sofferenza”; lo sconvolgente terremoto finanziario evidenziato e reso noto grazie all’inchiesta parlamentare “Paratore”, ma più conosciuto come l’ “affare Giuffrè”, scandalo esploso alla fine degli anni ’50 e che mise letteralmente in ginocchio le finanze -occulte e non - di moltissimi importanti Ordini ecclesiastici; l’affare “Bortignon”, arcivescovo di Padova, altro strenuo accusatore del Padre e che mosse anche una feroce lotta personale contro i Gruppi di Preghiera di tutta Italia … e tanto altro ancora.
Questa opera - della quale esistono pochissime copie in circolazione - fu abilmente “confezionata” da Emanuele per un eventuale ricorso da presentare all’ O. N. U. e preparato con l’aiuto essenziale e prezioso di insigni luminari nel campo forense internazionale. Era però destinato ad alte personalità, con alti incarichi istituzionali, civili e religiosi : il Presidente della Repubblica (Segni); il Segretario Generale delle Nazioni Unite (U. Thant);il Pontefice ( S.S. Palo VI), il Direttore Generale agli Affari Europei (Spinelli), alle più alte Autorità Ecclesiastiche Cattoliche nonché a tutti i Padri Conciliari del Concilio Vaticano II° , quest’ultimo fortemente voluto dall’appena scomparso Papa Giovanni XXIII°. Il tutto per un ammontare totale di ben 3.850 esemplari in varie lingue, e ognuno di questi volumi rappresentò una spesa di oltre 10.000 lire di allora: tre dozzine di collaboratori vi avevano infatti lavorato per due anni interi, per la ricerca e l’esame di tutti i documenti in essi inseriti, coadiuvati da un collegio di otto giuristi internazionali, oltre alle spese necessarie per la stampa e la spedizione. Nessun esemplare venne comunicato ai giornali, nessuno è stato venduto – direttamente od indirettamente – dall’Associazione editrice A. I. D., nessuna concessione o promessa di concessione editoriale è stata mai accordata, promessa o ventilata, e nessuna sovvenzione venne in alcun modo accettata - o tanto meno richiesta e domandata - dai sette membri del Comitato,il quale sopperì a tutte le spese dell’edizione del “Libro Bianco”.
Brunatto aveva entrature e conoscenze anche all’O. N. U. che - come è noto – in un certo qual modo aveva fatto della famosa Enciclica “Pace in Terris” una sua propria Carta Costitutiva, ed Emanuele ritenne quindi giusto e doveroso che la dolorosa vicenda “Padre Pio” fosse portata alla attenzione dell’ alto Tribunale Internazionale … nonché dinanzi alla opinione pubblica mondiale. Questo fu fatto attraverso un esame approfondito delle accuse e della difesa, tramite la sua personale ed enorme documentazione probatoria, disponibile a difesa del suo amato Padre spirituale, che “vedeva” oramai solamente in bilocazione di quest’ultimo, che ancora teneramente accudiva, ma che soprattutto difendeva, mostrando ancora una volta i denti :

“San Giovanni Rotondo 12 febbraio 1963 (1)
Mio caro figliolo Emmanuele, nel nome santissimo di Gesù, obbediente alla volontà del Padre fino al sacrificio della croce, ti chiedo una prova grande di amore filiale; e non dubito che me la darai anche se ti costasse molto sacrificio. Se davvero mi ami come padre, non continuare quanto mi dicono che fai per me e per ciò che mi riguarda, perché mortifica persone della santa madre Chiesa e dell’Ordine cappuccino, dei quali sono umile figlio devoto. Non si può amare il figlio mortificando la madre. Affidati anche tu con fede nelle mani di Dio e lascia tutto nelle amorose mani della provvidenza. Così il tuo amore sarà gradito e meritorio perché immune da passioni umane.
Gesù ti benedica.
P. Pio da Pietrelcina”
(1) la data è presunta perché dedotta da notizie di archivio.
Da : Epistolario di Padre Pio da Pietrelcina edizioni P. Pio da P. - anno 1998, libro IV°, pagina 747.

In questa occasione e questa volta Emanuele non dovrà esercitare il suo speciale “ricatto” (“… o liberate Padre Pio, oppure distribuisco!!”), e gli alti vertici nonché vari Ordini ecclesiastici delle gerarchie vaticane di quel periodo fecero finalmente smantellare le pesanti ed infamanti cancellate in ferro, erette per imprigionare anche fisicamente il povero cappuccino stigmatizzato pietrelcinese dentro il suo stesso Convento, proibendogli anche il più esile e semplice contatto con i suoi tantissimi fedeli, che accorrevano oramai solamente per vederlo, seppur da lontano.
Infatti, il 30 Gennaio 1964, il cardinale Ottaviani convoca l’Amministratore Apostolico padre Clemente da S. M. in Punta nelle stanze del Santo Uffizio “… per dirmi essere volontà del Santo Padre ( ndr : Paolo VI°) che Padre Pio svolga il suo ministero in piena libertà.” Questo risulta dal promemoria dell’Amministratore Apostolico del 29 Novembre 1969, e cioè alla fine del suo mandato.
Inoltre, il 19 Febbraio dello stesso anno lo stesso padre Clemente da S. M. in Punta toglie finalmente la Clausura totale nella sacrestia dell’antica chiesa di S. M. delle Grazie, per dare di nuovo a Padre Pio la possibilità di almeno intrattenersi brevemente con le sue tante figlie spirituali che ardentemente desideravano parlargli, lasciate in impaziente “attesa” da molto tempo, come un dolorosissimo monito personale. Oggi diremmo ”ad personam”.
Questo – come tanti altri – era ancora un ennesimo rimasuglio delle prescrizioni draconiane della così detta “prima persecuzione” contro Padre Pio, ed il “Libro Bianco” - intitolato a suo nome – è invece prepotentemente incentrato su quella seguente, così detta “seconda persecuzione”, che ulteriormente ancora gravava sulla persona e sulle opere del suo amato Padre Spirituale.

Per mano di “chi” e del “perché”, lo potrete scoprire solo dopo aver ultimato la lettura - purtroppo per alcuni di voi - in francese, essendo uno dei due linguaggi ufficiali diplomatici del tempo.


E’altresì disponibile la versione in lingua inglese e in spagnolo.

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